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Google, la crescita è la sua condanna

di Francesco Lavecchia - Stock Analyst di Morningstar

La condanna degli enfant prodige di dover sempre soddisfare le aspettative del pubblico vale anche a Wall Street. Così capita che gli investitori non perdonino a Google di essere cresciuta “solo” del 33%, rispetto al quarto trimestre del 2010, e facciano crollare il titolo in Borsa.

Il leader incontrastato nei motori di ricerca ha registrato un fatturato di 8,13 miliardi di dollari, di poco inferiore al consensus del mercato che stimava un giro d’affari leggermente superiore. Tale risultato, però, è in linea con le aspettative degli analisti Morningstar che hanno lascito invariata la stima del prezzo obiettivo del titolo a quota 744 dollari per azione, che vale a Google un rating di quattro stelle. Questo significa che a nostro avviso il titolo risulta ancora sottovalutato dal mercato.

I nostri analisti consigliano tuttavia agli investitori un margine di sicurezza (ovvero una forbice tra valore corrente e stima del prezzo obiettivo) più elevato prima di esporsi sul titolo. Guardando i dati più nel dettaglio si nota come i ricavi generati dai siti di proprietà, quali Google e Youtube, siano cresciuti del 29%, mentre quelli derivanti dalla pubblicità su siti partner hanno registrato un progresso del 15%. Questo ci porta alla conclusione che la società americana stia ancora conquistando fette di mercato nella pubblicità su internet, nonostante la sua posizione già dominante. Al management dell’azienda va inoltre riconosciuto il merito di aver operato un attento controllo sui costi operativi che si è tradotto in un miglioramento del margine operativo. 

Allargare il business per continuare a crescere
Le nostre ultime considerazioni sono relative al futuro di Google nel medio-lungo periodo. Nel corso dei prossimi mesi ci aspettiamo che le autorità si interessino del progressivo ingresso della Motorola Mobility nell’orbita del gruppo Google. Sebbene non crediamo che questo modifichi in maniera significativa il valore del titolo, siamo altresì consapevoli che i fattori d’incertezza attorno ai destini di Google si traducono spesso in una elevata volatilità del titolo.

Il mercato della ricerca su internet è in fase di maturazione, ma il forte investimento di Google in business correlati come Android (il sistema operativo per la telefonia mobile), Google + (il social network rivale di Facebook) e sul sito internet di YouTube, ci fa ben sperare sulle sue prospettive di crescita futura. Molti di questi progetti avranno bisogno di diversi anni prima di generare flussi di cassa positivi ma siamo fiduciosi che nel lungo periodo questi possano contribuire al miglioramento della profittabilità dell’azienda. La storia insegna, infatti, che il mercato non è mai stato clemente con le società internet che non sono state in grado di sviluppare i mercati correlati.

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